biforcazioni…

In questi giorni la mia testa sta operando freneticamente… e’ come se ci fosse una tempesta di pensieri e parole che si rincorrono, si scontrono, producono scintille. Quando mi propongo delle scadenze cerco sempre di essere preparato. Le cose che diro’, le cose che faro’, i gesti… tutto. Cerco di prevedere tutto. E’ come se fosse una complessa partita a scacchi. E’ l’unico modo che ho per non essere impreparato. Per non farmi cogliere in fallo.

Perche’ detesto “sbagliare”. Amo avere sempre una risposta.
E invece ogni tanto dimentico qualcosa e mi faccio prendere dal panico. Rimango in silenzio, imbarazzato, a pensare.

Panico. Stress. Insicurezza. Puttanata.

Il punto e’ che per quanto uno ci provi non esistono modi educati e delicati per dire ad una persona: “preferisco non vederti piu'”. Da qualsiasi parte vedi la cosa, c’e’ sempre qualcosa di egoista, strafottente, odioso. E non e’ quello che voglio: non e’ astio quello che provo… e’ sofferenza.

Credo che alla fine dei conti l’unica soluzione coerente sia quella di ammettere il mio problema (“…mi fai soffrire…”) e ammettere la mia debolezza (“…non riesco a continuare questa cosa…”). Alla fine me ne frego del mio orgoglio… ho un problema, ne soffro, e devo risolverlo a qualsiasi costo… Anche se questo significa smettere di avere a che fare con una persona per me molto importante.

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