Tornato dall’America

Dopo circa 3 settimane, rieccomi qua a rompere le balle 🙂
Dopo circa 5000 km, 3 stati, 3 stagioni, sono finalmente tornato in italia. Sulla via del ritorno uno dice “Oh, non vedo l’ora di essere a casa, mi manca proprio”; Poi scende dall’aereo a Malpensa, si trova immerso in un oceano di tamarri e si spaventa persino. Magari gli viene da chiedersi “Where the hell have i landed?”. Ma poi le cose cambiano: prendi lo shuttle per la stazione centrale di Milano e pensi di essere capitato a Calcutta (non ci sono mai stato, ma è per usare un’immagine molto popolare). Un vero e proprio shock culturale: casino, gente incazzata, altri tamarri, disservizi. Leggi un giornale e vedi le stesse notizie di 20 giorni prima.

Ma lasciamo perdere. Tanto lo sapete tutti che la società  italiana fa schifo e che io sono prevalentemente esterofilo (abbiamo buon cibo, bella storia). 😉

Parliamo un pò del viaggio: sarà  solo un antipasto in attesa degli appunti di Elena, una delle compagne di viaggio. Se avete seguito l’altro blog avete avuto qualche anteprima grafica, ma si tratta della punta di un iceberg molto grosso: gli altri avevano macchine fotografiche serie e hanno riempito credo 4-6 giga di memorie.
Sfatiamo alcuni miti:

  • Gli americani sono stronzi pieni di sè: come gli italiani. La differenza è che l’americano medio (tra seattle e san diego, non so in altre zone) a prescindere dall’estrazione sociale è molto cortese, educato ed affabile. Se chiedi informazioni ti aiuta, ti indirizza, ti presta anche il telefonino per chiamare (questo in realtà  sembrava più asiatico, ma è successo). E sopratutto non parlano ad alta voce se non in locali preposti (il bar “dello sport” ad esempio). Gli italiani (il nostro gruppo docet) si riconoscono dai decibel emessi.
  • In america si mangia male/troppo: Parzialmente vero se uno va solo nei fastfood. Totalmente vero se uno si aspetta di mangiare come nel proprio paese. Noi per esempio non abbiamo mai mangiato italiano. Per le insalate non c’e’ l’olio e l’aceto come da noi, ti portano direttamente un condimento in salsa (raccomando una vinagrette o “italian dressing”, il gusto più simile ad una salsa di olio, limone e aceto come potrebbe piacere a noi). Le porzioni sono ENORMI ed è vero, guardate la foto del panino a due mani sul blog vacanziero. La differenza con noi è che se avanzi qualcosa (e spesso capita) ti fai dare una confezione di polistirolo apposita e te la porti a casa da mangiare il giorno dopo. Riguardo al mangiar male: la carne è ottima e la sanno cucinare divinamente. Riguardo al bere io ho quasi sempre preso del thè ghiacciato non zuccherato, una alternativa non calorica 🙂
    Scoperta suggerita dalla mia amica Aelys che vive a S.francisco: la deep dish pizza. Squi-si-ta. Meglio di molte pizze mangiate qua. Devo provare a farla 😉
  • Gli americani sono tutti panzoni: Parzialmente vero. Nel nord, sopratutto nelle zone più rurali, c’è veramente TANTA gente obesa: li abbiamo visti di persona ai supermarket ! Il problema secondo me è dovuto al fatto che il cibo è molto economico e facilmente accessibile, mentre le occasioni di movimento sono limitate. Ecco che quindi la gente smangiucchia schifezze tutto il giorno e alla sera si ricoglionisce davanti alla televisione. Man mano che scendevamo verso la California, la percentuale di gente obesa calava vistosamente (anche perchè c’è un discreto culto del “bell’apparire”). Non parliamo poi delle schifezzine da mangiare: abbiamo preso un pacchetto delle famose “Doritos”: una droga, non si riusciva a smettere di mangiarle.
  • Le spiagge sono piene di fighe: Tanto per cominciare, prima di trovare una spiaggia balneabile siamo dovuti scendere a Santa Barbara 😉 (50 km a nord di los angeles). Poi qualche bella ragazza c’è, ma niente di trascendentale come quantità . Anzi, spesso le spiagge sono vuote, a santa monica abbiamo dovuto fare 300 metri di spiaggia dalla strada, prima di arrivare al mare 🙂 Nel weekend c’è più gente, ma comunque sia niente “stabilimenti”: è tutta spiaggia libera (niente sdraio ed ombrelloni, portatevi asciugamani e teli spiaggia). E nonostante tutto la spiaggia è pulitissima e c’e’ un gabbiotto di baywatch ogni 200-300 metri! Questo non vuol dire che non vi siano belle ragazze: aguzzate gli occhi quando siete nelle metropoli e ne vedrete un bel pò. Molte bionde comunque 😉 E le asiatiche sono bellissime e molto eleganti nel vestire.
  • Surfisti strana gente: Incontrati in una spiaggia chiamata “San onofre”, gente molto “Easy” che prende la vita come capita, in maniera molto rilassata. Il nostro amico Daniel che vive a San Clemente, ci ha portato a fare surf su una spiaggia e li li abbiamo visti. Tutta gente molto tranquilla, gentile, che assaporava il midollo della vita su una tavola di legno galleggiante. Daniel (portoghese di nascita, ha vissuto in italia e poi si è trasferito li) dice che in genere alle alle 4.30 del pomeriggio si esce da lavoro per andare a surfare. Se sei ancora li alle 6, il capo generalmente viene a sentire se ci sono dei problemi, altrimenti ti manda via per chiudere (e andare a surfare). Che dire della grigliata sulla spiaggia al chiaro delle stelle ? Coooool.
  • L’america è Violenza : abbastanza falso nella maggior parte dei casi, più vero nelle metropoli. Spieghiamo meglio: nelle zone rurali attraversate c’è un clima da casa nella prateria: tutto tranquillo, centri piccoli dove tutti si conoscono. Lo “straniero” si nota subito. Nelle grandi città  ci sono veri e propri ghetti in base alla provenienza, spesso di gente povera che non trova lavoro facilmente. L’humus dove si sviluppa la criminalità , ma d’altra parte oggi in tv ho sentito che un mezzo pazzo ha investito con l’auto delle persone tra i bar di piazza vittorio, per cui mi viene da chiedermi dove NON ci sia violenza nel mondo. D’altra parte se uno è così sprovveduto da andarsi a cacciare in uno di questi quartieri difficili, i problemi se li va a cercare. Se uno fa attenzione i guai capitano solo casualmente. Viceversa quando la maggior parte delle persone sa che sei straniero e che sopratutto arrivi dall’italia, inizia a bombardarti di domande e a darti consigli sulle cose da vedere. 🙂

2 replies on “Tornato dall’America”

  1. Capisco l’entusiasmo post vacanza, ma 3 settimane di viaggio, per quanto intense, non sono sufficienti a valutare quello che è un paese. Certo, credo sia un gran bel posto dove passare le vacanze, un’enorme parco dei divertimenti grande come mezzo continente, con prezzi decisamente abbordabili grazie al cambio favorevole, dove tutto è di più.

    Ma da lì a poter dire che la violenza non c’è o trovare così brutto il nostro angolo di mondo…non me la sento di essere d’accordo. Un paese in cui molti bambini e ragazzini sono costretti a passare attraverso un metal detector per entrare a scuola, nel vano tentativo di ridurre le armi a scuola, un paese che ha il maggior numero di persone detenute nei carceri sparsi per il paese, un paese che sia responsabile della prigione di Guantanamo o di quello che è successo ad Abu Grahib…non so, per me non merita così tanta stima.

  2. Sono d’accordo su alcune cose: la facilità con cui si comprano armi è un problema e la legislazione andrebbe cambiata (ma bisogna prima far fronte alle lobby delle armi).
    Ma riguardo alla violenza ho solo voluto far notare che non è il far west, come può sembrare dalla televisione, anzi la maggior parte dei posti è molto tranquilla.
    Guantanamo o abu grahib sono problemi “politici”: molte persone in america sono terribilmente suscettibili e votano il partito che fa una promozione migliore. Come da noi. La differenza e’ che la ci sono solo 2 partiti, per cui quello che va al potere fa un po’ quello che vuole, proprio come il presidente che lo rappresenta.
    D’altra parte anche da noi, una delle maggiori correnti politiche è proprietaria della maggior parte dei giornali e delle comunicazioni televisive, per cui manipola l’informazione come le pare e piace.
    Probabilmente se avessimo il potenziale bellico avrebbe anche scatenato qualche guerra, però essendo parte dell’Europa e avendo un potenziale bellico risibile, non hanno avuto questa possibilità.
    Sicuramente il “bengodi” americano ha vita limitata, perchè si basa sul prezzo economico della benzina (0.8 euro al litro, credo) e sulla possibilità di viaggiare su mezzi ENORMI per grandi distanze. Quando la benzina diventerà un bene caro e raro, le comunità inizieranno ad isolarsi e allora sarà un problema.
    Ma pensando all’adesso:
    – i servizi di trasporto funzionano
    – le persone sono educate
    Рil verde pubblico ̬ rispettato

    Niente di tutto questo è valido in italia.

    Certo da noi la sanità funziona abbastanza bene per quello che costa, ma oltre a quello ? Ti ricordo che ci ho messo quasi 50 giorni per avere un passporto… la pubblica amministrazione è uno sfacelo.

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