Wikileaks, ridondanza e riflessioni

Un'immagine recente di Assange

Che Assange sia ricercato, lo sapete tutti, lo dicono tutti i telegiornali. Un commentatore della radio americana (povero fesso) è arrivato a prometter 50.000 dollari di ricompensa a chi fornisce informazioni che portano alla sua cattura, utile, le taglie funzionano contro i criminali quando ce li hai in casa, non quando sono in un paese estero dove nessuno sa chi cazzo sei. Adoro gli americani, ma in generale alcuni di loro pensano di essere rimasti al tempo del Far West.

Non che da noi le cose cambino molto, se vi capita di vedere il “siparietto” di emilio fede, il simpatico nonnino della tv italiana non lesina appellativi e descrizioni assolutamente fuori luogo. Quando l’anzianotto non va a fare a pugni, si occupa di selezionare gonnelline o scaldapoltrone che evidentemente considerano la macchinetta del caffè a cialde l’equivalente tecnologico dello Space Shuttle. (e la Lavazza ha i suoi centri di ricerca a Cape Canaveral) Grazie a questi talentuosi individui, il siparietto attorno alle 19 è sempre strapieno di facezie prive di fondamento.

Che questa di Wikileaks sia l’equivalente della trollata più grande della storia dell’umanità è fuori discussione: mettere a nudo così le informazioni è un atto che probabilmente è scellerato, ma è sicuramente un momento epico per la storia dell’umanità.

Insomma, basta trincerarsi dietro le barriere diplomatiche vecchie di SECOLI, il mondo è cambiato è ora di guardarsi in faccia e capire una volta per tutte che siamo tutti marinai della stessa Barca chiamata “Pianeta Terra”. Questo non farà piacere a massoni, megacorporazioni e gente egomaniaca che compensa la bassezza (anche morale) cercando il potere, ma probabilmente le cose possono cambiare se si comincia a vedere il mondo con una prospettiva GLOBALE.

Una cosa che sicuramente i “potenti” non capiscono e non capiranno finchè non gli arriverà tra capo e collo è che nel 2010 l’informazione non può essere bloccata. Non riescono a farlo nemmeno in cina, ci provano, spendono un botto di soldi e risorse, ma non ce la fanno.

Assange e la ridondanza

Ridondanza significa che in qualche maniera sei cautelato contro gli inconvenienti. Il nostro corpo ha un’alta ridondanza, può sopravvivere anche se perdiamo molti organi: abbiamo due polmoni, due reni, possiamo sopravvivere senza milza, senza diversi arti.

Assange rispondendo ad una serie di domande tramite il guardian, ha spiegato come ha messo in ridondanza le informazioni:

Gli archivi del Cable gate sono stati diffusi, assieme a materiale significativo dagli US e altre nazioni  a oltre 100.000 persone in forma criptata. Se ci capiterà qualcosa, le parti principali verranno rilasciate automaticamente. In più, gli archivi del Cable gate sono nelle mani di diverse testate giornalistiche. La storia vincerà. Il mondo sarà elevato ad un posto migliore. Sopravviveremo ? Dipende da voi.

100.000 persone ? E qualcuno pensa che basti uccidere Assange per far smettere questa cosa ? Ne faranno un martire, una leggenda: possono ucciderlo, ma non possono disinnescare questa bomba che hanno tra le mani. Immaginate se 100.000 persone indipendentemente mettessero online 100,000 seed su bittorrent con l’archivio. Nel giro di poche ore, sarebbe nelle mani di decine di milioni di persone. Una pandemia di informazioni, inarrestabile.

The revolution will not be televised: arriverà tramite la rete.

2 replies on “Wikileaks, ridondanza e riflessioni”

  1. Pingback: emmina

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