Zen 2: l’evitabile fluire del destino

Continua l’assemblaggio del modello, con questi pezzi ho completato il busto e sono arrivato a metà  della prima pagina… rimangono altre 10 pagine di istruzioni di montaggio!
Oggi mentre montavo la cabina con il pilota (dettagliato con minuzia di particolari) ad un certo punto è successo un fattaccio. Dovete sapere che la cabina del pilota è coperta da un pannello scorrevole… questo pannello sostanzialmente scorre su due guide. Si da il caso che ad un certo punto le guide (che non sono incollate o pressofuse, sono solo incastrate) sono saltate via.

Panico.
Come le rimetto dentro ? Posso farne a meno ? Ma sopratutto… Perchè sono saltate via ?

Ogni tanto nella vita ci capitano cose inaspettate. Possiamo controllare gli avvenimenti ? Possiamo “influenzare il destino” ?

E’ mia opinione che in certi casi è possibile farlo: gli imprevisti non “critici” sono un segnale di avvertimento della vita. La vita è certamente molto varia, ma non è infinitamente multiforme, tende ad avere delle “ripetizioni”. Non c’e’ bisogno di scomodare filosofi e storici per dimostrarlo: ci sono eventi che si ripetono con una certa continuità  e il cervello li assimila per trarne esperienza.

Per fare un esempio banale, se mai vi è successo di prendere una multa sul treno per non aver timbrato il biglietto, state pur certi che non vi capiterà  mai più di dimenticarlo. O anche imparare a prenotare un posto a sedere su un intercity a lunga percorrenza: perchè farsi un viaggio incredibilmente lungo in piedi ? Anche questo è un imprevisto che è possibile imparare a controllare. Anzi, con una adeguata informazione è possibile “Immunizzarsi” contro questo genere di imprevisti.

Molto di quello che ci accade è direttamente correlato alla nostra capacità  di rapportarci o è il risultato di cose che abbiamo fatto o distrattamente tralasciato.

Comunque sia, per quanto possiamo organizzarci e fare scelte appropriate, ci sarà  sempre qualcosa che ci sfugge: siamo solo umani (e alcuni lo sono anche meno delle scimmiette) . La linea spartiacque è tra chi affronta la vita e chi si fa trasportare: salvo casi davvero gravi è quasi sempre possibile piantare i piedi per terra e decidere di superare i problemi. (insomma, malattie escluse)

Nel caso del gundam ho riaperto il busto appena chiuso e ho risistemato i pezzi che si erano levati. Nel frattempo gli ho dato anche una limatina (grazie morgus) per far scorrere meglio i pezzi. Il risultato è che sono riuscito a piantare la cabina del pilota e a richiudere il pannello. Ora il pannello è un pò bloccato, ma non è questo gran problema: la fuori è un mondo pericoloso ed è meglio stare chiusi dentro la cabina corazzata di una perfetta macchina da guerra ed uscire quando non c’e’ gente in giro… 😉