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Tim e il mistero del traffico dati esaurito!!!!

Questa è una storia tratta da una storia vera.  In pratica è una storia vera.

Mettetevi comodi, ci sarà parecchio da leggere.

Preludio

Il 20 marzo 2016 (circa un mese fa da quando scrivo il post) era una domenica mattina abbastanza normale. Mio padre approfitta dei weekend per farmi risolvere problemi informatici di ogni genere e mi pone di fronte ad un problema particolare.

Il telefono, tramite la Tim, gli ha mandato un sms dicendo che il traffico dati è esaurito. L’sms dice di rispondere ad un certo numero per “acquistare” traffico aggiuntivo.

La cosa mi soprprende per numerose ragioni.

Approfondimento su mio padre

Mio padre è uno dei ragazzi del ’42. Grande annata, oltre al numero. Nella vita ha fatto un sacco di cose, ha iniziato a lavorare dopo la terza media per mantenere la famiglia, perchè suo padre aveva preso una serie di malattie al ritorno dalla guerra in albania ed era morto giovane. Ha fatto un sacco di lavori per mantenere i suoi fratelli minori e sua madre, poi si è sposato e ha continuato a lavorare per contribuire alla  nuova famiglia. Ha lavorato in olivetti tutta la vita: è partito da apprendista ed è uscito capo reparto. Degli stessi olivetti ha imparato ad usare i primi personal computer, infatti il primo computer serio di casa dopo lo Zx Spectrum è stato poi un Olivetti M28.

Ecco una cosa cosi’. I millennial i dischetti non li hanno mai visti.

Il suo rapporto con l’informatica si è fermato a quando è andato in pensione anni fa: ha imparato ad usare word, ma non è riuscito ad imparare excel, si è fermato a Lotus 1-2-3 che mi fa reinstallare in ogni nuovo pc che prendiamo per casa.

Insomma è un primitivo digitale, con tutto l’affetto e il rispetto di questo mondo.

L’anno scorso il primo ammodernamento!

Visto che voleva cambiare il nokia molto vecchio, piuttosto che farli fare un saltone digitale gli ho detto “ti do il mio vecchio iphone 3gs“…

ve la ricordate la saponetta ?

…ma in modalità dumphone.

Che cos’e’ il dumphone? In pratica è un telefono smart che funziona come un telefono vecchio con qualche caratteristica aggiuntiva.

  • Naviga solo in casa con la wifi domestica
  • può mandare sms
  • può ricevere mail
  • può fare foto e inviarle via email
  • ha una rubrica praticamente infinita confrontata a quella del vecchio telefono
  • ha un calcolatrice decente
  • ha le mappe

Fine. Non serve altro a mio padre. Non gli ho nemmeno messo whatsapp (nonostante mia madre abbia imparato a farne un uso smodato) perchè sulla versione di IOS non può girare!

Insomma è un grosso passo avanti, sembra contento e una volta spiegate le funzionalità di base va tutto come un treno. Prendiamo una specie di guscio meliconi per evitare che sfugga di mano come una saponetta. Tutto alla grandissima!

Dopo qualche mese un nuovo cambiamento: la tariffa dati.

Gli propongono una tariffa associata al telefono di casa, in pratica nella bolletta con un piccolo sovrapprezzo gli danno 2 giga di traffico dati al mese.

Buono, così può vedere le mappe e cercare le cose su google anche quando è al bar a parlare con gli amici. E poi 2 giga non li finisco io che sono un internauta, figuriamoci mio padre!

E il 20 marzo io mi scervello per capire che diamine è successo…

Cerchiamo di parlare con gli operatori di tim del 119 che gentilissimi ci dicono di verificare nell’area clienti.

Verifico.

Ci sono una serie di voci strane, con del traffico strano. Centinaia di megabytes al giorno!

Tim traffico dati anomalo esaurito
Tim traffico dati anomalo esaurito

184 megabytes ? 204 megabytes ? In un telefono che non è nemmeno collegato ad icloud e quindi non fa nemmeno backup?

Richiamiamo il 119, parliamo con un’altra persona che gentilissima dice che apre una segnalazione.

Purtroppo :

  • poi io esco a far colazione con gli amici
  • la tim fa chiamare un tecnico sul numero di casa mentre sono fuori
  • il tecnico dice “è traffico normale”
  • Il ragazzo del ’42 non sa cosa rispondere e ringrazia.

Una cosa da imparare quando parlate con l’assistenza tim se fate assistenza per i genitori (o conto terzi)

  • Al momento dell’apertura della richiesta date il vostro numero di telefono personale per essere richiamati, altrimenti l’assistenza chiama sul numero da cui è partita la segnalazione.
  • E poi farsi richiamare è praticamente impossibile.

A questo punto passo in chat, anzi in twitter

Decido di provare con la strada dei social media, contatto Tim su twitter dove mi risponde la gentilissima Giulia, che mi rimanda all’area clienti.

Tim telecom italia traffico dati esaurito anomalia
Tim traffico dati esaurito anomalia supporto su twitter

Questa regolarità non mi convince e non mi fanno richiamare da un tecnico per spiegare la situazione. (ad oggi 17 aprile 2016 la chiamata non c’è stata).

Il tweet di auguri di pasquetta

A pasquetta sono a casa dei miei e mi faccio lo scrupolo di controllare nuovamente i consumi. Continuano a essere smodati, quindi scrivo alla cara Giulia.

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Telecom italia traffico dati anomalo

Giulia probabilmente era a fare una grigliata e mi conferma  il giorno dopo che è presente una segnalazione al settore di competenza. Dice di pazientare.

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Non so nemmeno quanta gente c’è prima di me, è come fare la coda alla posta da bendati.

Io però non sono così propenso a pazientare…

Cosi’ la settimana dopo,  il 10-11 aprile prendo il telefono di mio padre e disabilito il 3g. In pratica il dumbphone diventa praticamente il forrest gump dei telefoni.

Perchè tolgo il 3g ?

Perchè sono entrato in modalità sistemista rompipalle. Mi documento su internet, trovo scarsissima informazione su qualche forum sparso, la cosa che mi perplime parecchio è che ci sono “blocchi” di consumo ripetuti da 20.480 KB. Posso capire uno, ma quando ne vedi 6-7 in sequenza diventa un segnale strano.

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20480 kb tim traffico dati anomalo

Secondo un forum è un problema di APN, ovvero dell’impostazione del punto di accesso. Togliendo il 3g mio padre al massimo può andare in 2g, quindi in teoria dovrebbe passare su wap.

E miracolosamente il traffico si riduce!

Ci starebbe un “esticazzi vorrei vedere”, ma i super consumi da 20-300MB giornalieri spariscono del tutto.

Esperimento #2

Sono ancora insicuro: potrebbero esserci dei programmi che girano in background, per esempio il push della posta elettronica? Mio padre riceve una email al mese (quando la mandiamo noi), il traffico risultante dovrebbe essere infimo.

Faccio questo test:

  • Sabato cancello il contatore del traffico 3g dell’iphone, in modo da ripartire da zero.
  • Riattivo il 3g e “libero” mio padre.
  • Oggi pomeriggio verifico quanto traffico ha consumato secondo l’iphone: 8 megabytes.
  • Verifico il traffico rilevato da mytim…
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SBAM ! di nuovo le voci da 20.480KB!

Ok è l’apn 3g che sballa il conteggio.

La soluzione trovata oggi su questa pagina https://www.tim.it/assistenza/supporto-tecnico-e-configurazione/smartphone-e-tablet/configurazioni-e-manuali-8 è la seguente:

Nota Bene:
fin dal rilascio della versione del software iOS 5 (disponibile come aggiornamento per gli iPhone 3GS, iPhone 4 e 4S), tra le nuove funzionalità introdotte, c’è la configurazione in automatico dell’apn “wap.tim.it” per la navigazione Internet. I dispositivi iPhone 5 e successivi, invece, non necessitano per questo di alcun aggiornamento..

Funzionerà?

Io l’ho fatto e sto monitorando la situazione, per cui cara Giulia, fammi parlare con un tecnico. Il mio numero ce l’hai su twitter. E ce l’ha anche la pratica aperta da un mese.

Il mistero di riserva, il conteggio dei dati

C’e’ ancora una anomalia: il conteggio di questi dati… cara tim e cara Giulia… è affidabile?

Io non sono nelle vostre apparecchiature, ma se mi basassi sui dati che vedo in mytim avrei dei dubbi… vi spiego perchè.

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25 marzo 2016!

Questo è uno screenshot che ho inviato a giulia il 28 marzo. La voce aggregata del 25 indica 103 Megabytes di dati consumati.

Oggi mi sono scaricato i dati di marzo e li ho messi su excel (faticando, perchè l’esportazione è parziale e va fatta per ogni paginata di risultati)… e il conto non torna!

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42 mega invece di… 103?!

Come la mettiamo ? dov’è il bachetto che fa cambiare questi dati ? Me lo spiega il tecnico ?

…e per finire…

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3 giga di traffico tim?!

Stando a questo (vostro) report mio padre avrebbe consumato 3 Giga di traffico a marzo. Considerando che ha 2 giga di disponibilità e non ha comprato traffico extra (infatti è a zero euro), questo giga aggiuntivo da dove arriva? 

Concludendo…

Resto in attesa di una telefonata chiarificatrice da parte di un tecnico, sono sicuro che si tratta di una sfortunata serie di coincidenze.

Ovviamente se è un errore di sistema, vi pregherei di inserirmi tra i fornitori, in modo da potere emettere fattura: l’attività di Quality assurance è importante, ma vi garantisco che sono più economico di molte grandi aziende del settore.

 

 

 

 

 

E’ possibile mettere Facebook in modalità vacanza?

Da qualche settimana mi sono cominciato (mentalmente) a porre il problema di come mettere Facebook in modalità “vacanza”.

Per chi non lo sapesse, magari siete giovani e non avete esperienza lavorativa, la modalità “vacanza” viene definita “out of office”, cioè il sistema dovrebbe informare le persone con un messaggio automatico che sono a farmi i cazzi miei temporaneamente non disponibile fino alla data X-y-Z.

Mi serve una vacanza… da Facebook.

La realtà è che facebook non mi dispiace, ma mi rincretinisce. Il suo costante invio di contenuti, l’aggiornamento automatico, è un dannato buco nero che risucchia il mio tempo libero.

Che potrei impiegare in altre faccende, per esempio rifacendomi una vita sociale adesso che sono (nuovamente) tornato a Milano.

Si è un ritorno dentro il ritorno, nel senso che ho lasciato il precedente lavoro (ho fatto la raccolta dei pomodori Seo) e sono entrato in un’agenzia fondata dal mio ex capo del 2011-2013.

La differenza fondamentale è che l’estate è finita e posso andare in giro senza rischiare di finire carbonizzato alla luce del sole.

Comunque devo trovare il modo di non farmi distrarre da facebook.

Non credo che ci sia un settaggio semplice che dice “non rompere”…

Attività che si potrebbero/dovrebbero fare

  • Cambiare l’email di login: in questo modo tutte le notifiche via email, suggerimenti, statistiche, verrebbero deviati su una casella di posta che generalmente non controllo. Mi viene qualche dubbio sul punto seguente.
  • Disattivare l’account: Fattibile, ma poco pratico. Uso il facebook account per semplificare il login su alcuni siti, se cambio l’email, verrò riconosciuto o tenuto fuori ?
  • Disinstallare la facebook app, ma tenere il messenger? In questo modo chi avesse bisogno di un contatto privato potrebbe farlo (e io riceverei la notifica) mentre il grosso delle minchiatelle rimarrebbero tagliate fuori.
  • Scrivere uno status pubblico in modo che chi si chieda “che fine ha fatto” andando sul profilo vedrebbe il messaggio. Esperienza empirica alla mano, c’e’ talmente tanto rumore, che le persone si scordano facilmente di te.
  • Inserire facebook nel file hosts con ip 127.0.0.1: questa è una cosa molto nerd. Il file hosts è una configurazione particolare che consente di decidere a che indirizzo ip associare un dominio. In questo modo quando anche mi venisse voglia di aprire l’indirizzo di facebook, il browser girerebbe immediatamente su 127.0.0.1 che corrisponde a se stesso, impedendo il caricamento.

Vi viene in mente altro che possa disturbare ?

Perchè l’editoria italiana sta schiattando…

…e il rumore che sentite sono i chiodi che vengono piantati sulla bara.

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Giusto qualche giorno fa è scattata una feroce polemica contro il Corriere della Sera, per via dell’articolo sui giovani che avevano rifiutato i posti di lavoro all’expo, salvo poi scoprire che la situazione era stata gestita in maniera dilettantesca e il Corriere ci aveva ricavato su un articolo approssimativo per fare “rumore”.  Il secolo XIX lo ha definito una “mezza bufala”, parole loro.

E’ un grave segnale quando uno dei più importanti quotidiani nazionali pubblica una mezza bufala.

Ma gli errori si possono fare, siamo tutti umani no ? L’importante è non ripeterli.

Arriviamo ad oggi, 26 aprile 2015, vedo per caso su questo articolo nella mia bacheca facebook.

http://www.primaonline.it/2015/04/24/201653/tutti-i-flop-digitali-di-rcs-nellintervento-di-domenico-affinito-dal-social-network-per-kids-twigis-alle-commerce-made-com-dal-serach-semantico-youdeal-a-youreporter-che-ha-dimezzato-gli-utent/

Interessante, è un giornalista di RCS (Domenico Affinito) che fa una sorta di analisi acritica degli insuccessi del gruppo, elencando tutti  i “flop”.

Il pezzo iniziale è ben scritto, cito:

«Negli ultimi sei anni il settore editoriale ha conosciuto un dimezzamento dei ricavi dovuto alla discesa verticale della pubblicità e alla rivoluzione digitale. Io però rifuggo dalla posizione di chi dice che il mondo del giornalismo sia in estinzione, anzi ci troviamo in una fase evolutiva. La sfida che dobbiamo affrontare è quella di un’editoria di qualità che non può prescindere da un giornalismo di qualità. Il giornalista di qualità è una risorsa, Questa è una sfida difficile in un quadro economico drammatico in cui ognuno deve assumersi le proprie responsabilità

I grassetti sono miei. Dunque per uscire dalla crisi dei media ci vuole maggior qualità. Ok, è vero, bisogna essere più simili al Guardian o al New York Times, dopotutto lo spazio visivo sul web è infinito e non credo che manchino le persone in grado di scrivere argomenti approfonditi e avvincenti. Voglio dire, mica saranno tutti stagisti nelle redazioni…

Poi elenca i vari flop, senza evidenziare “perchè” sono stati dei flop.

Sono stati dei flop, perchè non erano legati “unique value proposition” del Corriere che è “fare informazione“. Da un punto di vista del marketing è come dire che ho un ristorante che va malino e invece che migliorare nella qualità dei piatti e del servizio, apro dei chioschetti  in cui vendo attrezzi per il bricolage, pappagalli norvegesi blu da compagnia e monocicli.

Insomma un suicidio commerciale annunciato.

E infatti RCS…

Certo, il digitale è il futuro, ma la strategia industriale messa in capo fino ad oggi da Rcs non ha pagato: anzi, si è riusciti perfino a chiudere l’unica Redazione contenuti digitali del gruppo, dove io ho lavorato per anni, per approvvigionarsi all’esterno con costi maggiori, in totale, e risultati inferiori.

 

Lungimirante RCS, nel tentativo di soddisfare creditori e azionisti, ha continuato a tagliare.

Bisogna cambiare rotta. E per farlo è necessario valorizzare le professionalità interne che abbiamo. Ci vuole più sinergia, anche nelle scelte strategiche.

Ben detto! E se posso aggiungere, dovreste anche dare retta a elementi più giovani che sono magari più “allineati” con l’audience più giovane che nella maggior parte dei casi considera i media tradizionali come “roba da vecchi”. (quando va bene).

Ma Affinito ha delle visioni davvero interessanti:

Mitbestimmung
Significa cogestione: è uno dei motori della locomotiva tedesca. […]
È un modello che funziona perché coinvolge nel processo decisionale tutti gli stakeholder. In Rcs, invece, in questi anni si è tenuto conto solo degli interessi di azionisti e creditori. E i dipendenti non sono stati coinvolti nei piani industriali e nelle linee di sviluppo che, come abbiamo visto, non hanno portato risultati accettabili. […]. E questo non è piu’ accettabile. Vi assicuro, invece, che qualche idea per riportare l’azienda in utile l’abbiamo anche noi.

Ottimo proposito, anche se per esperienza personale, queste modalità decisionali vanno regolarizzate in maniera ferrea, altrimenti “la democrazia” si inceppa, perchè ognuno vuole dire la sua e pensa di avere ragione. E tempo che si è raggiunta una conclusione a maggioranza… il paziente è morto.

Vuoi veder che c’e’ finalmente un giornalista che parla in toni non corporativi e con un reale interesse a far progredire la professione verso…

Dobbiamo chiedere nuove regole. La tassa Google, la difesa del copyright, una distribuzione più equa delle risorse pubblicitarie. In Italia solo 3 miliardi di euro scarsi su 7 del budget generale dell’advertising arrivano ai media, meno che negli altri Paesi europei.

…al leggere questo paragrafo la mia reazione è stata:

Non ce la possono fare.

  • Google è un alleato, scomodo magari, ma non è una mucca da mungere, la Spagna tassandolo ha solo ottenuto il prosciugamento delle visite ai siti di notizie quando Google gli ha detto “vaffa! Non paghiamo!”.
  • Il copyright, cari giornalisti, non mi sembra proprio che sappiate usarlo in maniera corretta, sopratutto quando l’huffpo si è fatto carico di mettere in evidenza il caso delle misteriose vignette di autori italiani (in seguito ai fatti di Charlie Hebdo)misteriosamente apparse in una misteriosa e affrettata raccolta. (link di approfondimento ad imperitura memoria)
  • L’advertising ai media: evidentemente nelle facoltà di giornalismo manca una serie di lezioni di economia. Economia di base. Non è che se la casalinga di Voghera ignora la tua bottega triste e sporca, devi protestare se va alla LIDL o all’ESSELUNGA e chiedere di ricevere più soldi come se ti spettassero: non ti spettano di diritto. Per niente. Il budget dell’advertising viene deciso da aziende private, sono soldi privati! E stanno calando perchè le aziende sono in sofferenza (data l’economia) e cercano di investire meno e meglio, invece di spargere soldi su iniziative inutili. E in quanto esperto di marketing e advertising digitale, ti posso tranquillamente confermare che la pubblicità sulle tue testate sono soldi buttati nel cesso. (sopratutto se paragonati all’advertising digitale)

Approfondimento: perchè l’advertising sui media tradizionali non funziona più

Cercherò di essere più lapalissiano possibile, sai mai che lo legga qualche giornalista non informatizzato:

La pubblicità sui media tradizionali (tv e giornali) si basa su un modello vecchio di 80 anni: il cartellone pubblicitario.

Poteva funzionare con i media non interattivi, dove costringevi le persone a subire le interruzioni pubblicitarie, ma con l’avvento dei media interattivi la gente ha cominciato ad esercitare il diritto di scelta.

Inoltre una generazione è quasi morta di vecchiaia (i baby boombers, nati appena dopo la seconda guerra mondiale), alcuni sono ancora nei posti di comando, ma nei numeri non contano più un cazzo. Poi’ c’è la mia generazione, quelli nati negli anni 70-80, noi siamo numerosi ma siamo abbastanza in grado di fare delle scelte autonome, anche se quelli “digitali” come me sono pochi in percentuale. Poi ci sono quelli nati tra gli e 80-90, questa è già una generazione molto “digitale”, abituata ad usare il computer fin dalla tenera età.

E caro giornalista, immagina questo: quelli nati dal 1998 in poi, non hanno mai vissuto in un epoca senza Google. Per quelli, i media tradizionali sono solo una fonte di intrattenimento, non un contenitore di informazioni. 

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>10 milioni, fonte istat

E se una cosa come un giornale (online o offline) non offrono abbastanza interesse, come pretendi che lo considerino questi ragazzi che quest’anno iniziano a votare ?

Robaccia. Meglio Youtube. E le aziende investono dove c’e’ l’attenzione delle persone.

Ancora un paio di punti…

Nel prossimo piano industriale devono essere coinvolti i lavoratori e si devono concentrare le risorse di sviluppo sull’informazione e non sulle alchimie di una multimedialità che è tutto fuorché informazione. Perché, come sostiene Rupert Murdoch, «le notizie sono ancora la materia prima più preziosa al mondo».

Oddio. Murdoch è un monopolista dell’informazione, la distorce come vuole e usa il suo strapotere per fare quello che gli pare (e le sue esternazioni su twitter sono inquietanti). In termini più comprensibili è come ispirarsi a Rockerduck come modello di comportamento.

“Il giornalista di qualita’ e’ una risorsa” ha detto il nostro prossimo presidente, l’ingegner Maurizio Costa, e in questo gruppo I giornalisti di qualita’ ci sono eccome. E tanti.

 

Maurizio Costa… Io vorrei capire come è possibile che in un “ente” nel 2015, ci possa essere ancora l’elezione per acclamazione come se fossimo un branco di primati e cito l’articolo di adginforma:

Maurizio Costa è il nuovo presidente della Federazione italiana editori. E’ stato eletto ieri per acclamazione, dall’Assemblea generale della federazione.

Lo accetterei per “miss maglietta bagnata di Alassio”, mi sembra invece fuori moda per la federazione italiana editori. Ma magari sono io che vedo le cose in maniera inutilmente ingarbugliata.

Un suggerimento finale

Cara redazione di giornale:

Le pagine web sono “scritte” in linguaggio HTML. L’html comprende i link che portano da una pagina ad un’altra e, guarda un pò, anche da un sito da un altro sito. Tipo quelli che ho inserito in questo post.

E hanno una caratteristica fondamentale: “l’attributo target _blank“.

Questa piccola aggiunta, serve per aprire il link in una “pagina nuova” o in una “tab” nuova se hai un browser moderno.

E quando la persona clicca sul link, la tua pagina rimane aperta e continua a restarlo finché l’utente non decide di chiudere il browser. E quando ha finito di leggere nell’altra pagina, magari torna sulla tua pagina e legge ancora.

E se hai fatto un buon lavoro di “collegamento“, l’utente è contento. E ti comincia a considerare autorevole.

E magari quando deve cercare delle informazioni attuali, complete e autorevoli, viene a cercarli sul tuo sito, invece che su Google.

Ah e non copiare bovinamente i modelli anglosassoni tipo Buzzfeed. Sei ridicolo.  Come se iniziassi a cantare le canzoni di Fedez per darti contegno in  mezzo ai giovani. “Riddiculus”. (cit. da Harry Potter)

I nuovi vecchi

Nella nostra società attuale e parlo del 2013, in italia se hai 35,0028 anni sei vecchio. L’uso dei decimali è volutamente provocatorio, perchè in realtà significa 35 anni e un giorno, ma nella burocrazia ci sono questi cavilli, quindi cavilliamo.

I deliri del giovane vecchio
I deliri del giovane vecchio

Se hai almeno 35,0028 anni…

Sei un “supergiovane”. Una persona che dato il periodo storico ha probabilmente “sudato” poco, hai un’alta istruzione perchè magari hai finito l’università e magari hai pure fatto un master, ma non è che ti sei sbattuto a fare un lavoro manuale, anzi quelli che hanno lavorato e studiato sono probabilmente una minoranza.

Però diciamo che in questi anni sei stato un poco sballottato dal mondo del lavoro, tra contratti precari, partite ive, cocopro, coccode, eccetera e diamo che non hai fatto grandi progressi dal punto di vista lavorativo, anzi ti sei barcamenato per sopravvivere, magari ti sei pure adattato a vivere in famiglia invidiando chi poteva andarsene perchè aveva i mezzi per farlo.

Fai una cena con gli amici per festeggiare il tuo 35esimo compleanno e il giorno dopo sei un rejetto, un pariah della società, uno scarto, un elemento scomodo, un peso, uno di troppo.

Non starò esagerando ?

C’è una fascia di età che è il target principale della società.

  • Facciamo le società semplificate ?  solo per i 18-35enni
  • C’e’ un concorso sull’innovazione? Possono partecipare dai 18 ai 35 anni.
  • C’e’ un fondo di innovazione per le startup? Possono partecipare solo gli ultraottan… sto scherzando, il limite è sempre dei 35anni…

Compiuti: ecco perchè dal giorno dopo, per la legge (nelle sue forme) sei uno “che non ha diritto”. Oppure non sei più giovane, sei vecchio. Ma allora dopo i 60 cosa sei? Un fossile ?

Tecnicamente è la fascia di età più interessante per chi pilota le masse: hai l’energia, ma non hai freni inibitori. Hai l’entusiasmo, ma non sei scettico. Sei pronto a farti una vita e sei pronto a correre dei rischi, ad accettare dei sacrifici… ma non sei ancora conscio dei diritti che ti spettano. Sei l’aperitivo all-you-can-eat di quell’1% che ha il controllo dei soldi e del potere. Sei il prodotto per eccellenza.

Ecco perchè cercano di darti tutte le (apparenti) agevolazioni possibili.

Le eccezioni

Se uno va a leggere, magari qualche scappatoia c’e’, prendo il testo di un concorso:

Il concorso è aperto a giovani dilettanti o professionisti residenti in Italia e con una età compresa, al momento dell’iscrizione al concorso, tra i 18 e 35 anni compiuti, nonché a gruppi informali o imprese, purché composti almeno all’80 percento da giovani che abbiano un’età compresa tra i 18 e 35 anni compiuti e purché esprimano un rappresentante (capofila) che si candidi e risponda ai requisiti per partecipare al concorso. 

Ahhh ecco ok, l’80% vuol dire prendere almeno 4 persone e il quinto può essere di qualsiasi età.

Visto che di giovani ce ne sono sempre meno, perchè i “vecchi” non sono riusciti a figliare come “i fossili” (quelli di due o tre generazioni fa), immagino un futuro molto prossimo dove il giovane diventerà un membro essenziale per le composizioni societarie. Visto che non ci sono regole che impediscano di essere socio di più società, ci saranno delle società con decine di giovani membri “fantasma” che saranno li solo per fare numero e accedere ai vincoli vari e in cambio ricevere una retribuzione. Tanto una volta che sei socio di 10 società puoi anche fare a meno di lavorare, anzi magari puoi pagarti gli studi universitari.

Ma le srl a capitale ridotto per gli over 35 ?

una figata (sono sarcastico), guardate un pò la tabella che ho trovato in rete.

Descrizione.  

Srl normale

Srl Semplificata

Srl a Capitale Ridotto

Notaio

800/1300

0

800/1300

Bolli

400

0

400

Tassa registro

168

168

168

Diritto annuale Cciaa

200

200

200

Diritti di segreteria

90

0

90

CCGG Vidimazione Libri

309,87

309,87

309,87

Diritti e bolli per vidimazione libri

39,62

39,62

39,62

Bollatura libro giornale ed inventari

29,28

29,28

29,28

TOTALE COSTI COSTITUZIONE

1.936,77/2.436,77

746,77

1.936,77/2.436,77

E ovviamente non è che ci siano agevolazioni di sorta per chi apre una srl… Quindi se anche uno riesce ad aprire una srl senza spendere un rene, si trova comunque di fronte al fisco italiano che è un problema non da poco ed una fonte di stress continua. (ci ho avuto a che fare, preferisco non farlo mai più).

E non parliamo del popolo delle partite iva. Se qualche azienda vi propone di aprire una partita iva al posto di un contratto, denunciatela.

O andatevene in un posto migliore prima che sia troppo tardi: ci sono posti dove merito e capacità contano.

Non qui. Non ora. Forse mai.

Non fermatevi mai. 

La vostra opinione ?

 

Wake up #SEO! (ovvero facciamoci furbi un attimo…)

Scrivo sul blog “non  professionale” perchè questa vuole essere una espressione personale e non un contenuto “informativo”.

Possiamo davvero fare qualcosa assieme ?

In queste ultime settimane, mentre io ero via in florida per partecipare alla BLUEGLASS Florida, una conferenza di seo e social media, c’e’ stato il seocamp 2010 a Fidenza.

A seguito della conferenza ci sono stati un pò di battibecchi e polemiche: ho cercato di leggere le opinioni di entrambe le parti, mi sono guardato l’intero streaming registrato del Seocamp… Ho visto nascere una polemica abbastanza “inutile“.

Diciamo che non è mai sbagliato “dibattere”, se si riesce a mantenere dei livelli civili di coinvolgimento e discussione, generalmente si riescono a scambiare pareri in maniera abbastanza produttiva.

Guarda la luna, no guarda il dito!

Direi che queste polemiche dovrebbero lasciare il tempo che trovano, ci sono cambiamenti in corso che bisognerebbe accettare quanto prima e di cui noi professionisti, a tutti i livelli, dovremmo essere consci.

Parlo per esempio dell’introduzione del local search di google all’interno dei risultati di ricerca. Le implicazioni sono smisurate:

  • Risultati assodati nel tempo, organici, verranno (o sono già) spiazzati dal risultato sulle mappe
  • Il tracciamento dei posizionamenti come cambierà ? Saranno in grado i vari Advanced Web ranking, rank checker, ecc.. valutare con sufficiente precisione i risultati di ricerca ? E come reagirà il cliente, non vedendosi nei risultati che gli abbiamo indicato ? QUANTE volte dovremo rispiegare “il posizionamento organico è cambiato…” nel prossimo anno ?
  • Il dominio dei contratti “a keyword posizionate” è finito. Bisognerà trovare nuove forme contrattuali! Forse sarebbe il caso di iniziare a studiare dei contratti “standard” con delle metriche “standard” di riferimento?
  • Bisognerebbe proporre la creazione di una “associazione di categoria” che possa innalzare il livello del mercato e faccia capire la differenza tra professionisti seri e “gli altri“. Ci vorrebbe una specie di servizio tipo “Get Satisfaction” dove la comunità si prende cura di se stessa e dei clienti. Giusto qualche giorno fa, seguendo un adwords, sono arrivato sul sito di una ditta che per 35 euro offriva il servizio “BASE” del “SEO”: essere indicizzati da google! Insomma è come pagare per respirare…

Insomma, non voglio farne un programma elettorale, ma abbiamo la possibilità di cambiare le cose. Assieme.

Non sono un esperto Seo

Così per puntualizzare e per introdurre la nuova categoria del blog “Rompiballe” 😀

Aggiornamento di ottobre 2010

Salve!
Probabilmente siete arrivati qua seguendo il mio articolo sul seo sul tagliablog , oppure seguendo qualche traccia che ho disseminato qua e la in rete.

C’e’ una domanda che dovreste esservi posti “sei al primo posto di google con <non sono un esperto seo> perchè dici di non essere un esperto seo quando è evidente che dovresti esserlo per essere primo” ?

Ci sono diverse risposte a questa domanda, tutte valide:

  1. la parola “esperto seo” è molto inflazionata, quindi c’e’ molta competizione. Essere al primo posto su google per una parola senza concorrenza, porta sicuramente dei vantaggi. Il Seo professionale aiuta il cliente a trovare gli ambiti piu’ vantaggiosi da colpire.
  2. Non mi piace la parola “esperto” e non mi piace la parola “guru“. E’ già dura essere un “Senior” e fa già molto anziano, quando invece se va bene hai 5-6 anni di lavoro ed esperienza alle spalle. Poi google cambia le regole e la tua esperienza non serve quasi più a niente. Insomma questo è un mestiere dove bisogna apprendere e rinnovarsi di continuo, anche perchè non c’è un ente preposto a certificare chi fa Seo!
  3. Mi piacciono gli ossimori e questo in particolare è divertente. Lo so, sono buffo 😉

Ad ogni modo questo è un blog antico dedicato alle esperienze personali, ai viaggi, alle cose strane, buffe e inutili che rendono la mia vita più interessante.

A quelli che vogliono conoscere di più della mia attività come specialista SEO consiglio il mio sito professionale: andreascarpetta.com!

In particolare date un’occhiata a questa sezione dove si spiegano le basi di SEO.