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E’ possibile mettere Facebook in modalità vacanza?

Da qualche settimana mi sono cominciato (mentalmente) a porre il problema di come mettere Facebook in modalità “vacanza”.

Per chi non lo sapesse, magari siete giovani e non avete esperienza lavorativa, la modalità “vacanza” viene definita “out of office”, cioè il sistema dovrebbe informare le persone con un messaggio automatico che sono a farmi i cazzi miei temporaneamente non disponibile fino alla data X-y-Z.

Mi serve una vacanza… da Facebook.

La realtà è che facebook non mi dispiace, ma mi rincretinisce. Il suo costante invio di contenuti, l’aggiornamento automatico, è un dannato buco nero che risucchia il mio tempo libero.

Che potrei impiegare in altre faccende, per esempio rifacendomi una vita sociale adesso che sono (nuovamente) tornato a Milano.

Si è un ritorno dentro il ritorno, nel senso che ho lasciato il precedente lavoro (ho fatto la raccolta dei pomodori Seo) e sono entrato in un’agenzia fondata dal mio ex capo del 2011-2013.

La differenza fondamentale è che l’estate è finita e posso andare in giro senza rischiare di finire carbonizzato alla luce del sole.

Comunque devo trovare il modo di non farmi distrarre da facebook.

Non credo che ci sia un settaggio semplice che dice “non rompere”…

Attività che si potrebbero/dovrebbero fare

  • Cambiare l’email di login: in questo modo tutte le notifiche via email, suggerimenti, statistiche, verrebbero deviati su una casella di posta che generalmente non controllo. Mi viene qualche dubbio sul punto seguente.
  • Disattivare l’account: Fattibile, ma poco pratico. Uso il facebook account per semplificare il login su alcuni siti, se cambio l’email, verrò riconosciuto o tenuto fuori ?
  • Disinstallare la facebook app, ma tenere il messenger? In questo modo chi avesse bisogno di un contatto privato potrebbe farlo (e io riceverei la notifica) mentre il grosso delle minchiatelle rimarrebbero tagliate fuori.
  • Scrivere uno status pubblico in modo che chi si chieda “che fine ha fatto” andando sul profilo vedrebbe il messaggio. Esperienza empirica alla mano, c’e’ talmente tanto rumore, che le persone si scordano facilmente di te.
  • Inserire facebook nel file hosts con ip 127.0.0.1: questa è una cosa molto nerd. Il file hosts è una configurazione particolare che consente di decidere a che indirizzo ip associare un dominio. In questo modo quando anche mi venisse voglia di aprire l’indirizzo di facebook, il browser girerebbe immediatamente su 127.0.0.1 che corrisponde a se stesso, impedendo il caricamento.

Vi viene in mente altro che possa disturbare ?

Perchè le catene di S.Antonio su facebook non funzionano (e i vostri contatti vi detestano se le fate)

Da qualche giorno vedo comparire il seguente testo nel wall di facebook:

Ho un bel po’ di contatti, ma chi tra questi sono davvero “amici”?
E chi invece segue solo per leggere le notizie? Voglio vedere per chi l’amicizia è importante come lo è per me.
A te che leggi, ti ringrazio di essere parte della mia vita!
Adesso per favore scrivi una sola parola per descrivere come ci siamo conosciuti: non condividere, ma rispondi poi con una parola…
Ricorda: UNA parola!

Ecco, oltre al fatto di risultare una sfida abbastanza complessa, perchè in alcuni molti quasi tutti i casi il modo in cui conosciamo le persone andrebbe celebrato con una novella (invece che usare una sola parola), il problema è che questa modalità è assolutamente contraria al funzionamento della bacheca di facebook.

Spiegone tecnico, ma neanche troppo.

La bacheca di facebook è straordinariamente complessa: ogni utente ha una visione personalizzata, che mette assieme migliaia di parametri come:

  • pagine/interessi di cui abbiamo fatto like
  • persone con cui interagiamo di frequente
  • persone con cui conversiamo di frequente
  • servizi a cui ci siamo iscritti
  • advertising legato al nostro profilo socio-demografico
  • e un botto di altre cose che nessuno conosce

Se tutti questi elementi fossero scaricati sulla bacheca,  ogni micro secondo ci sarebbe un nuovo contenuto e questo renderebbe la bacheca inutilizzabile.

Invece Facebook fa vedere solo una parte di questi contenuti, magari anche vecchio di ore (o giorni) ma che lui deduce che potrebbe essere di nostro interesse.

Non è detto che ci azzecchi, ma funziona così.

Quindi anche lo status che pubblicate, verrà visto da una manciata di persone con cui interagite più di frequente.

Se volete avere più successo e sentirvi meno soli, pubblicate un video.

Non tenete il broncio a nessuno dei vostri “conoscenti” di Facebook, perchè se non vi rispondono non è che vi odiano: semplicemente stanno facendo altro.

 

Sfoltimento graduale della rete delle relazioni su facebook: la guida.

Facebook, ultima frontiera. In un viaggio che dura da anni, siamo circondati da una folla di zombie e vampiri che ci asserragliano sul social media più grosso che c’e’.  Diciamo le cose come stanno, è fisicamente impossibile essere amici di tutti: alcune persone le abbiamo aggiunte solo perchè sono fighe/fighi ma poi dopo il contatto iniziale ti accorgi che su facebook si lasciano andare alle peggio cose come affermare che la trigonometria è l’unica religione possibile o peggio che le scie chimiche esistono davvero.

Fortunatamente…

Facebook fornisce già diversi metodi per il controllo del brusio, ma voglio proporvi qualche cosa in più, degli stadi intermedi di filtrazione.

Ricordatevi comunque il potere del “blocco” e sopratutto “report spam”. Sono due cose che danno problemi a facebook, il primo perchè a tutti gli effetti “spezza” il social graph che è uno dei valori aggiunti su cui Zuck fonda la sua evoluzione del sistema e il secondo perchè costringe qualche moderatore ad intervenire e a perderci del tempo (che equivale comunque ad un costo aziendale).

Non tutti sono uguali

Ci sono persone che scrivono benissimo e conversano (online) malissimo. Questo perchè si credono portatori della “ragione assoluta (c)” e quindi chi sei tu imbecille che provi a ragionarci cercando di fargli capire che forse ci sono altre idee da valutare ?

Però ti dispiace bloccarli, perchè ogni tanto scrivono delle cose interessanti. Come fare ?

Misurare il fastidio

Se non lo sapete è possibile crearsi delle “liste di amici” (linketto) dentro le quali chiudere (come un ripostiglio) varie persone con le quali avere una conversazione più segmentata: in pratica facendo uno status update se da “public” lo cambio in una lista tra quelle disponibili (oltre quelle predefinite), lo dovrebbe vedere solo il gruppo di persone che ho selezionato io. Il condizionale è d’obbligo con facebook e visto il casino con l’NSA in america non fate affidamento sulla riservatezza.

Ma nessuno ci impedisce di associare queste liste agli “amici” per tenere traccia del livello di fastidio! In questo modo anche dopo settimane o mesi, sapete che siete di fronte ad un recidivo/a.

Livello 1: “ti sto tendendo d’occhio”

Livello di fastidio 1
Livello di fastidio 1

Per quanto mi riguarda, chi viene selezionato abbinato a questa lista è perchè non è capace di conversare amabilmente, si fa prendere dalla paranoia oppure è un demente che inneggia alla trigometria o al nazifascimo o allo sport in maniera fanatica o i film di muccino. Il vostro metro di giudizio potrebbe variare.  Anche l’invito ad eventi in cui sono distante centinaia o migliaia di chilometri per la sera dopo è uno stimolo a farsi inserire in lista.

A questo livello non ci sono contromisure, è semplicemente un “bookmark del disagio”, quando si hanno mille e più persone tra gli amici comincia a diventare un problema.

Livello 2: “ok adesso piantala”

Livello di fastidio 2
Livello di fastidio 2

Qua le cose diventano già più noiose, il disagio è diventato soffocante per cui si viene inseriti nella lista due. Come potete notare è possibile bloccare gli aggiornamenti selettivamente, in questo caso il capibara lamentoso viene solo notificato dei miei status, mentre per il resto non vede niente. Già il fatto di togliere like e commenti dovrebbe funzionare da anestetico, ma non si sa mai.

Ad ogni buon conto procedo a rimuovere la persona dalla mia soglia di attenzione (cioè il diario) con un’opera di blocco dei suoi status. Il principio è che “se non lo so che esiste, non può farmi male, come un albero che cade nella foresta“. Occhio comunque ai boscaioli.

Come si fa ? (ho preso come esempio Andrea Moro, che è un collega Seo che vive in inghilterra. Andrea è in realtà una persona tranquillissima e non è assolutamente limitato).

Step uno (vedere immagine sottostante) premete sul simbolino nell’angolo e poi cliccate su “non voglio vedere questo”.

Togliamo dal diario, step 1
Togliamo dal diario, step 1

Step 2: a questo punto possiamo selezionare se nascondere l’autore dello status (il povero Andrea) che non comparirà più nel nostro diario. Se invece si tratta di un contenuto ricorrente che viene ripreso a più non posso (dicesi “virale”) possiamo bloccare la fonte (in questo caso “la banca delle Risate”).

infine possiamo motivare la nostra ragione dell’occultamento.

Step 2: bloccate l'autore o la fonte!
Step 2: bloccate l’autore o la fonte!

Facile no ?

Livello tre: “boom”.

in questi casi siamo di fronte ad una persona davvero insopportabile che magari è arrivata a scrivere improperi in privato o semplicemente a spiegarmi perchè la mia idea è sbagliata (!). (oppure è parte di un esperimento, ma io sono un caso a parte).

Block.

Il blocco taglia i contatti, toglie i tag, toglie la visibilità, trancia il social graph. Metaforicamente è come sparargli con un bazooka, magari nel sedere.

Non ci sono notifiche per il block. Non ci sono avvisi che una persona è stata tolta dagli amici. Semplicemente per voi e per lui/lei, smettete di esistere.

controindicazione: se avete amici in comuni, ogni tanto potreste vedere delle conversazioni senza interlocutore.

Se vi continua ad invitare ad eventi: di cui non vi frega nulla, magari il blocco può sembrarvi eccessivo. In effetti anche io la pensavo cosi’… i primi 30 minuti che ero su facebook 6 anni fa. Poi mi sono reso conto che per la maggior parte delle persone siete solo un numero, quindi perchè preoccuparsi “dell’amicizia” di una persona che ti considera solo il risultato della sua attività di marketing ?

Se siete buoni, chiedete di smettere di invitarvi.

Se siete pragmatici, toglietegli l’amicizia.

Negli altri casi: block!

Commenti ?

442 modi per affrontare il 2012

Mancano pochi mesi (solo 12) alla fine di questo 2012.

Sicuramente siete sommersi di preoccupazioni: i maya, la crisi economica, la precarietà del lavoro, la salute, quella tizia che fa tanto la sciantosa ma non ve la molla, insomma sono tutti segni imminenti di un cataclisma definitivo e risolutivo, almeno a sentire i soliti predicatori di sciagure (imminenti).

Ecco il modo con cui potete affrontare questo anno:

Usa la forza Harry! (Gandalf)

Chiaro no ?

Problemi ?

Mi dispiace mentivo

La realtà è che…

Non ci sono scorciatoie per affrontare un anno, è semplicemente una sequenza di 365(+1) giorni da affrontare uno dietro l’altro.

Pensate con la vostra testa, non con quella degli altri e arriverete lontano.

Posa vittoriosa!

Affrontate ogni problema come se fosse una sfida.

Sfida Accettata!

Imparate a fregarvene (don’t five a fuck)

Fuck that!

Il Nuovo Twitter e perchè NON diventerà come Facebook.

Un sacco di gente in questi giorni è in “agitazione” per via del nuovo twitter.

Non tutti quelli che ti seguono su twitter fanno piacere....

In due parole, per chi non c’e’ su twitter: in sostanza

  • migliorano l’usabilità e integrano direttamente nel sito web tutta una serie di contenuti multimediali (immagini e video) che prima si dovevano aprire in una pagina apposita.
  • danno la possibilità di capire meglio come si sono evolute le conversazioni
  • Fanno vedere un mini profilo dell’utente quando ci si clicca sopra, senza entrare nella pagina completa di profilo.

Perchè fanno questi cambiamenti?

Ci sono una serie di ragioni:

  1. Twitter è rimasto sostanzialmente stabile nel tempo, come interfaccia WEB. i client dedicati, per desktop e cellulari smartphone, sono molto più evoluti e ricchi di funzione. Fare questa innovazione vuol dire richiamare attenzione da parte dei media, quindi avere visibilità, attirare altri capitali da investitori.
  2. Per non distogliere l’attenzione dell’utente. Insomma se cliccando su un video, lo vedo dentro twitter invece che finire su youtube (dove ci sono distrazioni a non finire), la mia attenzione rimane su twitter.
  3. (ipotesi) Per iniziare a monetizzare gli spazi. Mettere degli annunci sponsorizzati prima dei filmati potrebbe essere un modo. Anche mettere delle altre iniziative a pagamento tipo dei mini concorsi “partecipa a questo sondaggio istantaneo per vincere un ipad. Solo i primi mille possono partecipare. Clicca Adesso!”. Boom! Ora come ora non mi risulta che twitter abbia creato introiti monetari ragguardevoli.

Twitter vuole fare concorrenza a Facebook! (o no?)

Chi dice questo ha le idee poco chiare sui due strumenti, ma è un errore fraintendibile, perchè alcune funzionalità sono similari.

Spieghiamo quindi alcuni dettagli per capire meglio le cose.

  • Facebook è un social network a tutto tondo. Twitter è un servizio di microblogging.
  • Facebook è  pensato sopratutto per un uso desktop. Twitter funziona meglio su cellulare.
  • Facebook è una puttana, ti consente di fare praticamente tutto (pagando)(e la merce di scambio è la tua attenzione o la tua privacy, a seconda dei casi). Twitter è una figa di legno, ti limita parecchio.
  • Facebook ha dei datacenter mostruosi. Twitter ha una struttura modesta che ogni tanto fornisce ancora i messaggi di “FAIL” per sovraccarico.
  • Facebook vuole puntare sull’attenzione totale dell’utente: dagli sempre qualcosa da vedere.. Twitter vuole essere veloce ed efficiente, un vero e proprio strumento di comunicazione.

Ma sopratutto:

  • Facebook ha già i dati ANAGRAFICi nei profili di circa 500 milioni di persone. Twitter ha una piccola biografia, un url e poco altro. La differenza in termini di raccolta dei dati è colossale.

Facebook conosce cosa ci piace (like!), dove abitiamo, il nostro sesso, la nostra età, il nostro stato sociale, i lavori che abbiamo fatto. Sa mettere in relazione i nostri amici e i loro gusti. Sa farci scoprire amici che non sapevamo di avere con altre persone.

Twitter prova a farci aumentare i contatti, mettendo in correlazione gli amici, ma è un tipo di analisi immensamente meno profonda di quella che può permettersi facebook.

Insomma, quelli di twitter non saranno mai così asini da mettersi in concorrenza con facebook, perchè sarebbe una mossa suicida. Ora hanno una loro identità: sono un mezzo di comunicazione agile ed efficiente per diffondere news ad una velocità mai vista prima.

E in futuro?

L’evoluzione della tecnologia è rapidissima. Facebook ha comprato Friendfeed per “assorbire” una serie di funzionalità che riteneva interessanti. Lo stesso friendfeed se lo provate, è molto simile al nuovo twitter, quindi in pratica nulla di nuovo sotto il sole.

Cosa aspettarsi quindi da qui a 5 anni ? Facebook continuerà ad assorbire funzionalità da altri sistemi, per diventare una specie di coltellino svizzero dello scambio di informazioni. Twitter se mantiene la sua identità, diverrà un canale di comunicazione privilegiato, che diventerà molto importante per i media. (già adesso non scherza).

A breve, non vedo altre rivoluzioni, salvo Facebook non decida di comprare twitter… non c’e’ riuscito google, ho grossi dubbi che possa farcela facebook.

Come cancellarsi da facebook (o come prendersi una pausa)

Se facebook per qualche motivo si è fatto per qualche ragione ingestibile e invadente, ci sono molti modi per tagliarsi dello spazio.
Quasi tutti sono però complessi, inefficienti o irreversibili.

Avere un profilo facebook è in qualche modo un “capitale”: se lo fate fruttare, in futuro vi può servire. Però anche seguirlo in maniera ossessiva è una cosa che prende un sacco di tempo. Cancellarlo vuol dire che perdete il vostro “investimento di tempo” e magari in futuro dovrete riaprilo per chissà  quale motivo.
Inoltre qualcuno potrebbe prendere il vostro posto per i motivi piu’ vari.

La strategia più semplice è quella di lasciarlo attivo e non seguirlo:

visto che il 99% della capacità  di attrazione di facebook arriva tramite le mail di promemoria/sollecito/avviso, createvi una email alternativa su google e associatela la vostro profilo facebook.

A quel punto potrete disintossicarvi con calma e iniziare a usare lo strumento nei ritmi che preferite. Oppure buttate via la password della email alternativa ed il discorso finisce li.

2009: fuga da Torino

Tutto e’ connesso.

Dopo quasi 4 anni a Torino, comincio a solcare nuove rotte che mi porteranno a Padova e poi chissa’ dove. Dal 7 gennaio inizia il nuovo capitolo di questa vita un pò pazza e se c’e’ una cosa che ho imparato in questi lunghi anni è che le cose non vanno mai come dovrebbero andare. Questo potrebbe contraddire un post che avevo scritto diversi mesi fa, in cui asserivo che era possibile imprimere una “sferzata regolatrice” alla propria vita, limitando al mimimo l’elemento casuale.

In parte ne sono ancora convinto, ma sono oramai certo che oltre un certo “ragionevole” livello, non si puo’ programmare la propria vita. E’ un po’ come il discorso di “stay foolish, stay hungry” di Steve jobs, che vi ho gia’ propinato in tutte le salse: la vita e’ estremamente randomica, bisogna afferrarla e domarla, come se fosse un mostro selvaggio.

E nel frattempo bisogna fare scelte e sacrifici per arrivare ai propri obiettivi. Questo lavoro al momento rappresenta una importante esperienza professionale che mi consentirà  di crescere personalmente. Questo trasferimento rappresenta una sfida personale, sarò lontano dalla maggior parte di coloro che erano i miei punti di riferimento personale: persone che conosco da una vita, che mi hanno aiutato a diventare in quello che sono. In un certo senso è un banco di prova per un possibile salto piu’ grande ancora.

Padova 1993-1994

Con il veneto ho un rapporto ambiguo. Io per metà  sono di origine vicentina (zona di Poiana Maggiore), ma il veneto ha generato in me un trauma quando sono stato spedito a fare il militare a Belluno. E’ stato un (quasi) anno di alienazione quasi totale. Distante da casa, distante dagli amici di cui sopra, sono stato quasi sempre da solo in quei giorni. Nei brevi momenti di licenza di alcuni fine settimana (1 al mese, 2 quando andava di lusso), ero quasi sempre in treno. Belluno-Padova-Milano-Chivasso dove venivo poi recuperato da mio padre. E poi Chivasso-Milano-Padova-Belluno. Ho odiato il treno. Ho odiato il militare. Ho odiato la caserma. Ho odiato l’intera città  di Belluno. Ho odiato il Veneto, perchè nei pochi posti in cui sono stato ho sempre trovato un’atmosfera umana molto gelida e diffidente. Magari ero io che ero di parte, ma alla fine il risultato è che si è comunque creata una ferita che in parte non si è ancora rimarginata.

Padova 2001

Sono poi tornato nel 2001, in occasione di una convention ludica, la “PadCon 2001”. (Convention di cui esistono ancora report in rete, comprese imbarazzanti fotografie). Non c’e’ molto da dire di quest’occasione: siamo arrivati in qualche maniera a “Tencarola di Selvazzano” nel cui polisportiva si svolgeva l’evento, siamo stati tra la polisportiva e le vicine strutture di ospitalità , ci siamo divertiti un casino e poi sono tornato a casa.

E cosi’ dal 6 gennaio inizia questo nuovo viaggio. Parto durante il giorno dell’epifania, per incontrare meno traffico e sopratutto per evitare la maggior parte della neve che è prevista dal 7 in poi.

Vi terrò aggiornati.

Ps: Nokia e’ ancora assente

Dal 4 novembre il telefono e’ ancora in assistenza ovviamente. Vediamo se domani c’e’ qualche novità , ma ne dubito. Quanti giorni sono ?
27 giorni di novembre.
31 giorni di dicembre.
5 giorni di gennaio.
Totale: 63 giorni. 
Complimenti!

Ps numero 2: potete seguirmi anche su facebook.

http://profile.to/garethjax 

One minute here and one minute there…

One minute here and one minute there
Don’t know if I’ll laugh or cry
One minute here and one minute there
And it hurts inside
One minute here and one minute there
And then you wave good-bye…

(Faith no more – From out of nowhere )

E’ quasi arrivato il momento fatidico, ovvero il “Viaggio” di cui avevo parlato in un post precedente. Se in queste settimane ho avuto modo di “depurarmi” delle ansie che mi assillavano quest’estate, devo dire che il rientro mi “opprime” anche di più. Ma per ora preferisco non dire altro riguardo al ritorno, parliamo della partenza. Ma prima un piccolo excursus noioso.

La terra dei kanguri

In un primo momento avevo pensato di esplorare l’Australia: li, almeno a sentire dei miei conoscenti, le cose andavano abbastanza bene quest’estate. Il livello di disoccupazione era innaturalmente basso e trovare lavoro in ambito tecnologico sembra(va?) molto semplice. Avendo poi un conoscente che si occupa proprio di pratiche burocratiche per chi immigra, la cosa sembrava anche più agevole.

Senonchè

Senonchè l’Australia è in un altro emisfero. Insomma dall’altra parte del mondo, mica pizza e fichi! C’e’ una compagnia che fa scalo a Dubai che è abbastanza economica, sugli 800 euro Andata e Ritorno. Senonchè tra scali e volo ci sono quasi 22 ore di viaggio. Insomma un delirio!
Insomma se uno decide di fare un viaggio del genere, ci deve stare almeno 2-3 settimane, anche solo per riprendersi dalla trasnsvolata. E bisogna andarci in periodo autunno-invernale, così almeno uno si gode il caldo dell’estate. E quando sono le vacanze medie? In luglio-agosto ovviamente: insomma fare un tour de force e non capirci un cappero mi sembrava davvero uno spreco. Così ho ripiegato per l’esplorazione della costa Atlantica e in particolare della FLORIDA dove ci vive da 3 anni un mio amico. Mi ha parlato di un evento di Seo molto interessante più altri incontri, per cui con molto più di un mese di preavviso ho detto al lavoro che mi sarei assentato dal 23 ottobre al 2 novembre (tanto valeva farsi anche un halloween tiepido invece che morire di freddo a Lucca Comics & Games).

Senonchè 2 : il ritorno

Durante le scorse settimane è esplosa la bolla finanziaria (che sicuramente si porterà  nella tomba molte attività  informatiche non consolidate) e questo sicuramente avrà  contribuito a mettere in crisi molte persone. Ma questo non mi ha fatto desistere dal partire. Dopotutto dove c’è una crisi, c’è anche una opportunità  e con il dollaro che è salito molto rispetto all’Euro, non risparmierò molto stando là , ma almeno il costo della mia manodopera ridiventa competitivo anche per loro. Preciso, manodopera finchè sto in Italia, perchè se ci sono le condizioni economiche, il trasferimento per qualche anno lo metto immediatamente in cantiere.

Senonchè 3: pensavate che fosse finito e invece…

Al lavoro, dove collaboravo in partita Iva (sapete come funziona il precarianesimo, no? Non ti assumono, ma ti fanno lavorare senza straordinari come se lo fossi) mi hanno detto  venerdì 11 ottobre scorso, che preferivano trasformare il rapporto in una collaborazione esterna. Da novembre. Lasciamo perdere i motivi, ma pensiamo alle conseguenze: al mio ritorno dal viaggio (si spera formativo), dovrò darmi immediatamente da fare a racimolare incarichi e lavori per pagare le bollette. E adesso pensiamo al mio stato d’animo durante il soggiorno. Sarò a metà  tra il preoccupato e lo schizzato andante.  Sarò probabilmente tutto orecchi per afferrare possibilità  di collaborazione. Insomma sarò una macchina da guerra in cerca di preda. Poveri americani, non li invidio neanche un pò, in questo stato sono insopportabile.

Non credo che aggiornerò spesso il blog

Ma aspettatevi una ridda di aggiornamenti sui social network! Facebook appena possibile e poi plurk, friendfeed, ecc…

A risentirci!

Aggiornamento autun- ok, invernale.

Passata l’estate ecco che arriva l’autunno il generale inverno, impietoso dispensatore di freddo, nuvolosità , precipitazioni varie. La scorsa settimana dei miei amici hanno deciso di festeggiare la fine dell’estate con una specie di falò/grigliata, ma secondo me dovevano anticipare di almeno 2 settimane come ho fatto io che al 9 di settembre sono andato a salutare l’estate con la gita alle caravelle.

Ma bando alle ciance, è un pò che non aggiornavo il blog, complice l’incredibile scarsità  di tempo di questi ultimi periodi. Non che sia abbandonato, ma l’audience si è fatta particolarmente silenziosa tranne i soliti 4 amici che commenti. Ma d’altra parte è la sorte dei blog generalisti, che trattano un pò di tutto: la gente arriva dai motori di ricerca, legge qualcosa e poi se ne va. 

Non ho la prosa di altre blogstar o la continuità  di alcuni blog di settore: sono semplicemente io, con le mie passioni, i miei scazzi, i miei dubbi, i miei sogni.

A dirla tutta, ci sono modi più istantanei di soddisfare queste richieste: facebook è diventato un crogiolo di contatti e amicizie, un modo come un altro di tenere sotto controllo quando la gente litiga, si fidanza, va in vacanza, torna dalla vacanza, piange, ride, ecc.. Insomma un modo per farsi i fatti propri, grazie al permission marketing.

Accesso rapido al mio profilo facebook: http://profile.to/garethjax

Plurk è diventato uno dei miei strumenti di microblogging preferito, apro, sparo un pà  di cazzate, la gente mi risponde, mi diverto un mondo, chiudo e riprendo a fare le mie cose. Magari dopo un pò torno e vedo se ho ricevuto altre risposte. Impareggiabile per me , che amo microcazzeggiare. 

Friendfeed lo adoro, ma è molto dispersivo, per cui lo uso solo in corrispondenza di alcuni eventi o momenti rilassati della giornata. E’ comunque uno strumento di aggregazione di dati davvero notevole!

E dopo il dovuto escursus tecnologico…

Quello personale. Oggi ho fatto una scelta che potrebbe cambiare il mio futuro. Un viaggio, di cui non dico ancora nulla per scaramanzia, ma che potrebbe avere implicazioni notevoli. Questo viaggio mi è costato parecchio molto in termini di impegno (anche il punto di vista monetario non scherza). E’ il primo viaggio in assoluto in cui sono totalmente solo, senza affidarmi ad altre persone. (anche se a destinazione avrò un amico a cui appoggiarmi).

La fenice inizia a guardare l’orizzonte. Il 23 ottobre volerà .

Ps: per chi è arrivato qua cercando una recensione di spore, posso dirgli che è bello, ma secondo me si gioca una volta sola e basta. Ed e’ un peccato.

Essere (anche) su friendfeed!

FriendFeed e’ un servizio interessante che “aggrega” e “distribuisce” la mia partecipazione a vari servizio. Diciamo che ho un profilo youtube: carico un video o decido che un video e’ un mio favorito. Se ho registrato il mio profilo youtube, friendfeed legge quest’operazione a la inserisce nel flusso delle operazioni che sto effettuando nella giornata, dopodiche’ lo annuncia ad altre persone su friendfeed (generalmente i miei amici e gli amici dei miei amici).

In sostanza io posso decidere di “tenere traccia” di quello che fanno alcune persone su friendfeed e altri possono fare lo stesso, magari aggiungendo commenti ad un mio certo intervento.

E’ un servizio che provoca assuefazione e fornisce nuova linfa vitale ad un servizio un pò smorto come Twitter (aumentando il pubblico di lettori e dando la possibilita’ di rispondere su twitter a determinati interventi di altri).

Davvero un bel servizio e la nuova versione che sta per uscire promette nuove capacita’ di “raggruppare” gli utenti di cui sono amico, per poter filtrare piu’ facilmente il traffico (amici/colleghi/servizi pubblici, ecc…).