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Elon Musk e il Powerwall sta a Steve Jobs e l’iphone

Il primo maggio Elon Musk ha presentato un prodotto che potrebbe cambiare (in meglio) il mondo come l’abbiamo conosciuto: una batteria da “uso casalingo” chiamata Powerwall.

Ecco il video di presentazione:

Perchè faccio l’accostamento a Steve Jobs e l’Iphone?

In questo caso parlo del primo Iphone, un apparecchio che (ai tempi) sembrava uscito da un film di fantascienza e che ha cambiato il modo in cui si fruiscono le informazioni.

sembra un secolo fa…

Perchè il Powerwall è potenzialmente rivoluzionario?

Tanto per cominciare, la presentazione di Musk fa capire che c’è dietro una visione a larghissimo spettro, quando ha cominciato a parlare di mettere su “batteria” tutto il mondo, ho capito che non era il solito imprenditore che pensa ad un solo mercato per volta, Musk è un visionario (nel senso buono del termine).

Spiego di cosa si tratta per chi non avesse tempo di vedere il video (o non capisse l’inglese): Musk venderà una batteria che è in grado di tenere la carica per una intera abitazione. Il punto nodale di questo sistema è l’uso abbinato ad un sistema di pannelli solari, in modo da accumulare energia durante il giorno e rilasciarla durante la notte.

Una batteria del genere esiste già (l’ho trovata e la produce kyocera) ma costa 10.000 euro, mentre il prodotto di Musk costerà circa 3000 dollari (per la batteria da 7kW) e 3500 dollari (per la batteria da 10kW).

Ipotizzando il modello da 10KW, per consumarlo interamente bisognerebbe fare 4 lavatrici di seguito.

Un impianto fotovoltaico da 3 KW è in grado di ricaricare la batteria nel giro di tre ore (tre ore e 18 minuti ad essere precisi) ed è sufficiente a garantire un utilizzo normale di una famiglia media.

Con una batteria di questo tipo (che ha una vita di 10 anni) è possibile quindi staccarsi quasi completamente dall’erogazione della linea elettrica, risparmiando soldi…

Ma il vantaggio non è solo economico

Il grosso problema delle energie alternative non è la produzione, è la trasmissione dell’energia che è soggetta a dispersioni lungo i cavi.

Se hai la produzione sul tuo tetto e il serbatoio in cantina, la dispersione è nulla (c’è forse una piccola perdita nella trasformazione da corrente alternata e corrente continua, ma non sono ingegnere per cui non sono sicuro).

L’altro grosso vantaggio è che sfruttando “il reattore nucleare che c’è nel cielo” (come lo definisce Musk), ti rendi autonomo dai cazzi dell’emiro di fancullah che deciso di chiudere i rubinetti del greggio perchè il suo cammello preferito oggi soffre di stipsi.

Io credo che allontanarsi in maniera progressiva dall’uso degli idrocarburi, oltre a far scendere il prezzo del petrolio (minore domanda = abbassamento dei prezzi), contribuirebbe a rendere il mondo un posto migliore, perchè si sono combattute fin troppe guerre in nome dell’oro nero.

Il problema sta nel litio…

al momento questo genere di apparecchio fa uso delle batterie a ioni di litio, le stesse che potenziano i computer portatili e gli smartphone.

Queste batterie sono al momento il miglior compromesso tra “densità energetica” (cioè quanti kilowatt possono essere immagazzinati in un chilo di materiale), costi e durevolezza.

Le vecchie batterie al piombo hanno costi minori, ma durano meno anni e da smaltire sono un incubo per l’ambiente.

Il litio fortunatamente è uno dei metalli più diffusi nell’universo e anche sulla terra è ben distribuito, con alcune aree dove si è accumulato maggiormente.

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Ho come l’impressione che nei prossimi anni il Chile entrerà nel G8 (magari al posto dell’Italia).

Chiaramente la domanda sta aumentando in maniera vertiginosa, questo farà aumentare i prezzi e renderà “profittevole” trovare altri modi di ottenere il litio che altrimenti sarebbero anti economici.

“hey ma 34000 tonnellate sono niente…”

Facciamo due conti:

  • Prendiamo per buono il dato di wikipedia, cioè che l’energia immagazzinabile da una batteria agli ioni di litio sia 265 KWh per ogni chilo.
  • vuol dire che in una tonnellata di batterie possono immagazzinare 265.000 KWh o se preferite 265 MegaWatt per ora.
  • Con mille tonnellate, ottengo una capacità di 265 Gigawatt ora.

ok, l’autorità per l’energia ci dice che:

  • Nel 2013 abbiamo consumato in un intero anno 272,3 TERAWATT di elettricità (ho escluso l ‘autoproduzione). Un terawatt è mille gigawatt, oppure un milione di megawatt oppure un miliardo di watt o se preferite 118 milioni di lavatrici con sporco ostinato 😀
  • Dividiamo per 365 per avere un consumo medio giornaliero: sono circa 746 Megawatt al giorno.
  • Ipotizziamo che il consumo sia uniformemente distribuito nella giornata (lo so, è poco realistico) e dividiamo questo consumo in maniera identica sulle 24 ore: sono 31 Megawatt all’ora.

Il risultato è che con 1000 tonnellate di batterie agli ioni di litio, potremmo sostenere il consumo giornaliero di una nazione per (265/31) = 8 ore e mezza. Niente male come gruppo di continuità!

Insomma con 1000 tonnellate di batterie agli ioni di litio, potremmo superare indenni la notte… e questo calcolo include anche la produzione industriale. (mentre non include una progressiva transazione delle auto da idrocarburi verso elettricità).

And one more thing…

Questo è un calcolo alla pene di cane (d’altra perte sono un consulente di marketing, non uno scienziato) ma la ricerca non si è certamente arrestata qua!

Ci sono ottime prospettive per aumentare la densità dell’energia immagazzinata di 10-20-30 volte e forse più!

Inoltre anche la resa dei pannelli è in aumento, con tante tecnologie che stanno cercando di aumentare la resa che ora è in media attorno al 15-16%.

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Per tradurlo in termini più semplici, se la resa raddoppiasse (30%), significherebbe che produrre 3KW per ora con energia solare, sarebbe plausibile con 10 metri quadri di superficie.

Tutto bello, ma rischiamo di essere schiavi di Elon Musk?

Un altro aspetto davvero sorprendente che è emerso dalla presentazione è l’intenzione di Elon Musk di condividere con altri produttori le tecnologie in modalità open source!!

link al video dove spiega questo traguardo

Il cuore di questo sogno è la produzione di questi stabilimenti chiamati “gigafactory” che possano produrre batterie in grandi numeri…

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Concludendo…

Entro pochi anni, probabilmente, con l’aiuto del sole… VINCEREMO!!

Daitarn_robot

Wake up #SEO! (ovvero facciamoci furbi un attimo…)

Scrivo sul blog “non  professionale” perchè questa vuole essere una espressione personale e non un contenuto “informativo”.

Possiamo davvero fare qualcosa assieme ?

In queste ultime settimane, mentre io ero via in florida per partecipare alla BLUEGLASS Florida, una conferenza di seo e social media, c’e’ stato il seocamp 2010 a Fidenza.

A seguito della conferenza ci sono stati un pò di battibecchi e polemiche: ho cercato di leggere le opinioni di entrambe le parti, mi sono guardato l’intero streaming registrato del Seocamp… Ho visto nascere una polemica abbastanza “inutile“.

Diciamo che non è mai sbagliato “dibattere”, se si riesce a mantenere dei livelli civili di coinvolgimento e discussione, generalmente si riescono a scambiare pareri in maniera abbastanza produttiva.

Guarda la luna, no guarda il dito!

Direi che queste polemiche dovrebbero lasciare il tempo che trovano, ci sono cambiamenti in corso che bisognerebbe accettare quanto prima e di cui noi professionisti, a tutti i livelli, dovremmo essere consci.

Parlo per esempio dell’introduzione del local search di google all’interno dei risultati di ricerca. Le implicazioni sono smisurate:

  • Risultati assodati nel tempo, organici, verranno (o sono già) spiazzati dal risultato sulle mappe
  • Il tracciamento dei posizionamenti come cambierà ? Saranno in grado i vari Advanced Web ranking, rank checker, ecc.. valutare con sufficiente precisione i risultati di ricerca ? E come reagirà il cliente, non vedendosi nei risultati che gli abbiamo indicato ? QUANTE volte dovremo rispiegare “il posizionamento organico è cambiato…” nel prossimo anno ?
  • Il dominio dei contratti “a keyword posizionate” è finito. Bisognerà trovare nuove forme contrattuali! Forse sarebbe il caso di iniziare a studiare dei contratti “standard” con delle metriche “standard” di riferimento?
  • Bisognerebbe proporre la creazione di una “associazione di categoria” che possa innalzare il livello del mercato e faccia capire la differenza tra professionisti seri e “gli altri“. Ci vorrebbe una specie di servizio tipo “Get Satisfaction” dove la comunità si prende cura di se stessa e dei clienti. Giusto qualche giorno fa, seguendo un adwords, sono arrivato sul sito di una ditta che per 35 euro offriva il servizio “BASE” del “SEO”: essere indicizzati da google! Insomma è come pagare per respirare…

Insomma, non voglio farne un programma elettorale, ma abbiamo la possibilità di cambiare le cose. Assieme.