Imparare python #1 – Giocando si impara

Quest’anno ho preso la decisione di mettermi seriamente ad imparare il linguaggio di programmazione Python e considerando che compio 44 anni, probabilmente sarà un percorso in salita.

Ci sono vari motivi per cui ho intrapreso questa scelta:

  • Voglio mettermi alla prova per vedere se riesco ancora ad imparare qualcosa
  • Voglio vedere se posso “creare” qualcosa di mio
  • E’ un linguaggio versatile e mi può aiutare in diverse occasioni nel mio lavoro come consulente seo.
  • Ho trovato un libro che si chiama Python for kids (link ad amazon) che propone una introduzione al linguaggio, pensandola in termini ludici.
  • Da grandissimo fan dei “Monty Python” non posso più tirarmi indietro per imparare il linguaggio che è da loro ispirato (almeno nel nome).

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D’altra parte…

Questo è un momento particolare della mia vita, dove ho la possibilità di ritagliarmi del tempo su progetti personali e imparare un linguaggio di programmazione è come acquisire un nuovo super potere.

Python viene utilizzato in tantissimi campi, sopratutto nell’ambito delle startup e migliorarne la conoscenza vorrebbe dire diventare (forse) un referente del marketing migliore e più appetibile.

Il grosso vantaggio del Python è che è pensato per essere conciso e facile da leggere: su questo posso già concordare, avendo analizzato script fatti da altri, li ho quasi sempre compresi anche conoscendo pochissime basi del linguaggio.

Progetti di auto apprendimento

Oltre a seguire gli esempi del libro, cercherò in parallelo di portare avanti dei progetti in autonomia, che ricalcano tipi di giochi che già conosco, in questo modo eviterò di dover fare la pianificazione delle regole di gioco (che è comunque non facile).

1.Pytokyo

Per chi non lo conoscesse “tokyo” è un gioco di dadi “indie”, menzogne e faccia tosta che un bel po’ di anni fa ha conquistato il mondo dei giocatori di ruolo e boardgame.

regole ufficiali: http://it.wikipedia.org/wiki/Tokyo_%28gioco%29

Il mio obiettivo iniziale è quello di programmare il “motore” che

  • Tira i dadi
  • Valuta il tiro di dado sulla tabella dei valori ammessi
  • Conta il numero di penalità ricevute
  • Determina la fine del gioco (penalità >= 10)
  • Dichiara il vincitore

Cercherò di programmare un avversario virtuale, ma in questo stadio non ho in programma di farlo multiplayer.

2.Pymunchin

Ispirato al gioco da tavolo “munchkin”,  Pymunchkin sarà semplicemente una corsa in un dungeon ammazzando mostri e arraffando tesori,  cercando di non farsi spiaccicare dal drago di Altamura o dall’elementale di parmigiano.

Per evitare beghe legali, il progetto non avrà alcun riferimento esplicito, quindi probabilmente ci saranno:

  • Il drago di Altamura (fatto di pane)
  • l’elementale di parmigiano
  • le arancine esplosive
  • …altro che mi dovesse venire mente

Sarà un gioco single player con queste modalità:

  • Gestione semplificata del personaggio
  • Pre-selezione degli eventi (generata ad ogni partita o alla fine del mazzo di carte)
  • Apri porta del dungeon
  • Evento casuale (Mostro/Tesoro/Maledizione)
  • Combattimento o fuga
  • Avanzamento di livello di esperienza
  • Verifica condizione di vittoria
  • E si riparte aprendo una nuova porta.

3. PySimqualcosa

In questo caso cercherò di programmare un piccolo simulatore per testare le capacità di Python nel gestire i dati. Non ho ancora deciso la tipologia, ma sarà probabilmente pieno di numero e grafici, non vi aspettate Simcity perchè non ho le capacità.

Idealmente la struttura di gioco dovrebbe essere iterata attraverso questi passaggi:

  • Definizione condizione iniziale (potrebbe essere un personaggio, una città, un pianeta, una guerriera sailor)
  • Raccolta e presentazione informazioni numeriche
  • Gestione dell’input del giocatore
  • Fine del “turno”
  • Calcolo dell’evoluzione dei dati
  • Verifica delle condizioni di “game over”
  • E si riparte nuovamente  al punto iniziale.

 

Onward!

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Finalmente il sito di Alessia è Online!

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Finalmente il sito della mia amica Alessia Merlo è online. Cioè lo è già da qualche mese, ma finchè non me l’ha detto non ci avevo fatto caso.

Alessia è una carissima amica che conosco da diversi anni e che ha finalmente abbracciato la passione per la fotografia, facendolo diventare un lavoro.

Raramente si annunciano i siti al giorno d’oggi, ma considerando che Alessia è puntigliosa a livelli maniacali (è il tipo di persona che spacca il capello usando l’acceleratore di particelle del CERN), penso che sia d’uopo celebrarlo per averlo visto prima della fine delle nostre vite nel 2015.

vai cosi’ Alessia!

Visitate la foto gallery!

Perchè le catene di S.Antonio su facebook non funzionano (e i vostri contatti vi detestano se le fate)

Da qualche giorno vedo comparire il seguente testo nel wall di facebook:

Ho un bel po’ di contatti, ma chi tra questi sono davvero “amici”?
E chi invece segue solo per leggere le notizie? Voglio vedere per chi l’amicizia è importante come lo è per me.
A te che leggi, ti ringrazio di essere parte della mia vita!
Adesso per favore scrivi una sola parola per descrivere come ci siamo conosciuti: non condividere, ma rispondi poi con una parola…
Ricorda: UNA parola!

Ecco, oltre al fatto di risultare una sfida abbastanza complessa, perchè in alcuni molti quasi tutti i casi il modo in cui conosciamo le persone andrebbe celebrato con una novella (invece che usare una sola parola), il problema è che questa modalità è assolutamente contraria al funzionamento della bacheca di facebook.

Spiegone tecnico, ma neanche troppo.

La bacheca di facebook è straordinariamente complessa: ogni utente ha una visione personalizzata, che mette assieme migliaia di parametri come:

  • pagine/interessi di cui abbiamo fatto like
  • persone con cui interagiamo di frequente
  • persone con cui conversiamo di frequente
  • servizi a cui ci siamo iscritti
  • advertising legato al nostro profilo socio-demografico
  • e un botto di altre cose che nessuno conosce

Se tutti questi elementi fossero scaricati sulla bacheca,  ogni micro secondo ci sarebbe un nuovo contenuto e questo renderebbe la bacheca inutilizzabile.

Invece Facebook fa vedere solo una parte di questi contenuti, magari anche vecchio di ore (o giorni) ma che lui deduce che potrebbe essere di nostro interesse.

Non è detto che ci azzecchi, ma funziona così.

Quindi anche lo status che pubblicate, verrà visto da una manciata di persone con cui interagite più di frequente.

Se volete avere più successo e sentirvi meno soli, pubblicate un video.

Non tenete il broncio a nessuno dei vostri “conoscenti” di Facebook, perchè se non vi rispondono non è che vi odiano: semplicemente stanno facendo altro.

 

Perchè il movimento 5 stelle probabilmente non salirà più. La spiegazione non è quella che vi aspettate…

A quanto pare in questa tornata di votazioni il M5S è stato doppiato dal PD (e gli altri hanno più o meno visto decrementi), lo dice il Fatto quotidiano nella analisi dei risultati, non è una mia opinione.

Ci potrebbero essere tante spiegazioni, anzi ci saranno una infinità di analisi, perchè gli italiani amano la dietrologia, allo stesso modo in cui amano commentare il calcio.

La mia spiegazione parte dal fatto che sono il miglior esperto di internet marketing in Italia in Inghilterra: Facebook vuole soldi.

Cosa centra ? 

La semplifico al massimo: il M5S è stato premiato dal fatto che quando è partito, facebook era affamato di contenuti e interazioni utenti, per cui dava grande visibilità ai contenuti che venivano pubblicati. Ora che di contenuti ce ne sono in abbondanza, Facebook ha chiuso i rubinetti della visibilità, vuole essere pagato. L’analisi è stata fatta da un servizio chiamata Edgerank.

50% di calo della visibilità dal 2012!

Un caso ?

  • Nel 2012 il m5s era arrivato sul 35%
  • Nel febbraio 2013 era intorno al 25 %
  • In queste elezioni è intorno al 21%.

Andrea, ma come si traduce per chi non fa il tuo mestiere ?

Lo semplifico:

  • I post delle pagine facebook del movimento vengono visti di meno
  • ..quindi meno persone vengono “influenzate” dalle idee del movimento…
  • …gli indecisi tornano alle idee che sentono più spesso sui giornali o in tv.

E sono gli indecisi a fare il grosso dei voti e a dare la fiducia ad uno schieramento.

Come deve fare il movimento 5 stelle a risollevarsi ?

Prendere dei consulenti di internet marketing che siano aggiornati.

E sperare di avere abbastanza fondi per gestire la campagna amministrativa.

Facebook e i video: attenzione ai consumi di banda

Ieri facebook ha introdotto una novità per le applicazioni smartphone (non desktop):

Quando scrollate la bacheca e vi viene visualizzato un video, facebook inizierà automaticamente a riprodurlo, in maniera silenziosa.

Questo comporta un problema per chi è su mobile: un consumo involontario di banda, che potrebbe ripercuotersi sui vostri costi o sulla disponibilità mensile!

Fortunatamente (e ci mancherebbe) è possibile disabilitare questa funzione quando non si è connessi ad una rete wifi, l’opzione è nelle impostazioni dell’applicazione facebook.

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Telegram, l’alternativa interessante a Whatsapp

Come sicuramente saprete tutti, facebook ha comprato whatsapp per un gozzilliardo di dollari, abbastanza da comprare la Giamaica, fumo incluso.

In queste 24 ore ha fatto notizia la “fuga” di qualche milione di persone verso una applicazione di messaging alternativa chiamata “Telegram“.

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Fuga da whatsapp?

non sono uno di quei tecno-hipster-snob che odiano le cose mainstream o facebook, altrimenti non sarei rimasto su instagram. Però sono stato incuriosito da alcuni aspetti tecnologici che ha l’applicazione:

  • Sicurezza: i messsaggi sono encriptati
  • Architettura distribuita e cloud: significa che il sistema è più solido (almeno in teoria)
  • Api e protocollo gratuito: questo, per i meno tecnici, significa che è possibile costruire applicazioni che sfruttino il sistema, in maniera legittima e agevole.
  • Gratuito: rispetto agli 89 centesimi di whatsapp mi sembra un fattore irrisorio, ma c’e’ gente pidocchiosa parsimoniosa.

Prova su strada

Visto che c’e’ sia per Android che per Iphone, me la sono scaricata e devo dire che non è davvero niente male.

Tanto per cominciare l’interfaccia è sostanzialmente uguale a quella di whatsapp, mi chiedo se non subiranno problemi legali per questo.

Inoltre è veloce, davvero veloce.

Ma la cosa più figa è.. che ci sono già delle interfacce web.  Per esempio c’e’ una applicazione che si installa su chrome e consente di scrivere i messaggi tra cellulare e computer.  Ho trovato anche un client desktop non ufficiale, ma devo ancora provarlo.

Cosa manca rispetto a whatsapp ?

Beh, le persone per ora 😀 visto che l’applicazione accede alla mia rubrica per controllare chi ce l’ha installata, ad oggi 25 febbraio ho solo 13 persone!

Manca l’invio di messaggio audio registrati, che è una comodità enorme quando si guida o quando spiegare le cose a voce è più facile. Credo che sia nella coda delle implementazioni comunque.

Manca un client per telefoni windows, ma probabilmente anche questo è solo una questione di tempo.

Fortunatamente mancano cagate nippofile, alla “Line messenger”, con faccine strane, emoticon stupidi e in generale un senso di imbarazzo per una cultura che ha generato i samurai, i kaiju e i Osamu Tezuka.

Ci sono invece cani e gatti di sfondo nel background predefinito. Perchè non fa mai male.

Concludendo

Boh, siate pionieri e provatela anche voi, almeno siamo di più a scrivere corbellerie 😀